Omotossicologia2018-11-30T14:16:12+00:00

Project Description

Omotossicologia

Il rationale della terapia omotossicologica è disintossicare l’organismo e eventualmente riparare i danni causati dalle tossine. I protagonisti di questo piano terapeutico sono i farmaci omotossicologici, cioè sostanze chimiche in diluizione omeopatica opportuna per poter innescare l’inversione dell’effetto che, intervenendo nelle reazioni enzimatiche (su cui agiscono da induttori), e sul sistema immunitario, possono attivare “sistemi difensivi” ancora in riserva. Queste sostanze inducono, in quanto simili alla noxa causale, un meccanismo di difesa aggiuntivo contro le noxae già presenti (malattia). Il meccanismo è suffragato sperimentalmente dai lavori di Conney e Burns, Hauss e coll. , Wallenfels e Weil.
Immunologicamente, si ritiene che il meccanismo d’azione del rimedio omotossicologico sia interpretabile nel senso di un incremento della risposta cellulo-mediata, ma non solo: è oggi noto che la risposta anticorpale è sì specifica verso l’antigene che l’ha innescata, ma può dirigersi anche verso qualsiasi bersaglio che abbia qualcosa di “simile” (anche solo una parte della molecola). Nella rete complessa del sistema immunitario, il “ventaglio” anticorpale si può così allargare allo scopo di attaccare e neutralizzare antigeni non solo identici, ma anche somiglianti all’originale.
La sostanza terapeutica, in quanto diluita (cioè omeopatizzata) viene immediatamente neutralizzata e tutto il nuovo apparato difensivo può rivolgersi contro la tossina causale. Reckeweg ha introdotto, accanto ai rimedi omeopatici classici (derivazione vegetale, minerale, animale) una serie di nuovi rimedi:

  • I Catalizzatori intermedi
    La terapia con i fattori del ciclo di Krebs e con i chinoni omeopatizzati ha come scopo quello di inviare un impulso stimolante all’insieme di reazioni enzimatiche (ciclo di Krebs e catena di trasporto degli elettroni) che nella cellula assolvono al fondamentale ruolo di produrre energia. Vengono utilizzati in caso di patologie caratterizzate da carenza energetica, per esempio le malattie cronico-degenerative.
  • I nosodi
    Sono preparati a partire da materiale patologico (secrezioni, tessuti ammalati, colture microbiche) opportunamente sterilizzato e reso inattivo, diluito e dinamizzato secondo le norme della farmacopea omeopatica. Si ritiene che il loro meccanismo d’azione possa essere di tipo immunologico.
  • Gli organoterapici Suis
    Vengono utilizzati, omeopatizzati, gli organi di maiale, in quanto la specie suina è simile anatomicamente e biochimicamente alla specie umana. In ragione di questa somiglianza si sviluppa uno spiccato organotropismo dell’organoterapico suis per l’omologo tessuto o organo umano. Inoltre, per la ridotta efficacia dei sistemi di detossificazione del maiale, i suoi tessuti sono particolarmente imbibiti di tossine. Si viene così a disporre di un rimedio che ha le caratteristiche di un nosode, con in più la peculiarità dell’organotropismo. Il rimedio suis, terapeuticamente, ha anche un’azione trofica sul tessuto bersaglio. I meccanismi che consentono queste azioni sono di carattere immunologico.
  • Gli allopatici omeopatizzati
    Si tratta di farmaci di tipo convenzionale omeopatizzati. Questi preparati trovano uso nel trattamento di quadri sintomatologici analoghi ai quadri tossicologici degli stessi farmaci convenzionali oppure nella cura delle malattie jatrogene, sulla base del principio isopatico secondo il quale la somministrazione in forma omeopatizzata del farmaco che ha indotto il danno terapeutico è di antidoto al danno jatrogeno stesso.