Stress, emozioni e anti-aging

Stress, emozioni e anti-aging2019-01-11T08:44:57+00:00

Quali sono i motori della vita che continuamente blocchiamo creandoci una gabbia di emozioni cristallizate che si ripercuotono sul corpo con contratture muscolari e atteggiamenti posturali caratteristici?

Sono le cinque emozioni di base che nel loro fluire dovrebbero dar luogo ai sentimenti nella loro accezione semantica del “sentire”: rabbia, gioia, tristezza, vergogna e paura.

Le emozioni sono risposte complesse dell’organismo a stimoli adeguati, che si manifestano con specifici repertori di azioni che esamineremo e con modificazioni dello stato interno (ad esempio la frequenza cardiaca ecc.), che è possibile osservare e misurare.

Nel corso dell’evoluzione culturale umana l’interpretazione dello stato emozionale ha portato alla sublimazione degli stati emotivi, per cui spesso l’anima si sente in trappola a causa di una irrazionale interpretazione degli stati emozionali dovuta all’interazione fra memoria limbica e corticale, favorita dal progressivo ampliamento delle aree associative della neocorteccia.

In passato infatti le basi neuroanatomiche delle emozioni facevano riferimento esclusivamente al sistema libico (ippocampo e sulle sue connessioni con l’ipotalamo). Una visione piu moderna include anche l’amigdala e la corteccia prefrontale nel meccanismo emozionale.

Inoltre, la teoria del sistema limbico implicava che le stesse strutture cerebrali fossero coinvolte in tutte le emozioni e che esistesse una separazione fra sistema cognitivo e sistema emozionale. Entrambe queste ipotesi non sono piu sostenibili in base alle conoscenze attuali. E’  possibile affermare che un sistema multiplo di strutture cerebrali, sia corticale che sottocorticale, contribuisca all’esperienza di un’emozione.  Ciascun area cerebrale coinvolta risulta pero svolgere un ruolo diverso ed apportare un contributo specifico all’elaborazione dello stimolo emotigeno.

Le emozioni una volta che sono state sperimentate possono cristallizzarsi nel corpo sotto forma di complessi e possono condizionare e deviare patologicamente i comportamenti della vita successiva.

I sistemi funzionali alla base delle emozioni sono molteplici e si sono evoluti filogeneticamente per scopi funzionali diversi e come tali innescano tipi diversi di reazioni emozionali.

Quindi le emozioni elementari, sotto forma di reazioni di stress, si generano al di fuori della sfera cognitiva e solo successivamente vengono elaborate cognitivamente. E’ una lotta tra pensiero e sentimento che il cervello ha difficolta ad integrare completamente. Le emozioni possono essere utili se vissute pienamente, ma possono diventare patologiche, se si cristallizzano in complessi in grado di sovvertire l’ordine emotivo.

Le cinque emozioni fondamentali secondo il pensiero orientale sono:

  1. rabbia
  2. gioia
  3. vergogna
  4. tristezza e malinconia
  5. paura

Esse sono regolate non dalla legge di generazione, ma da quella di dominazione (il nonno tiene a bada il nipote)
La legge di generazione e invece propria dei movimenti spirituali che si manifestano quando le emozioni fluiscono regolarmente

    1. la rabbia: La rabbia e il potere dell’azione. Se la rabbia e bloccata sarà impedita l’iniziativa. Cio che la blocca e un pensiero della mente: “la rabbia e sbagliata”. Quando in un bambino blocchiamo la sua collera istintiva inibiamo la sua autoaffermazione nel mondo. Da un punto di vista dinamico la rabbia e collegata al movimento legno che di per sé e estatico, ma ha la potenzialità di ardere e di trasformarsi in fuoco. La rabbia ci dà la possibilità di vivere pienamente nel mondo polare, in cui dobbiamo necessariamente fare delle scelte, cioè dobbiamo essere in grado di dire chiaramente si o no.
    1. Questionario sull’emozione di rabbia:

      1. come si manifesta in te la rabbia?
      2. che tipo di sensazione provi nel corpo?
      3. in che percentuale la contieni?
      4. quale e la strategia che usi per scacciarla e non viverla?
      5. in che modo si manifesta nella tua famiglia, madre, padre, fratelli e sorelle?
      6. da bambino/a come la esprimevi, la manifestavi o la soffocavi?
      7. a chi somigli quando manifesti la rabbia?
      8. quale e il pensiero più negativo che hai sulla rabbia?
      9. perché non dovresti vivere la rabbia?
      10. se ti lasciassi andare alla rabbia cosa potrebbe accaderti?
    1. la gioia: e il potere dell’elevazione, permette di spiccare il volo dalla terra verso il cielo. L’interpretazione della mente e “questo e giusto, ma non me la merito” per cui spesso la blocchiamo, perché non siamo in grado di reggerla. Da un punto di vista dinamico e legata al fuoco che eleva il suo calore verso il cielo e allo stesso tempo e in grado di fondere il metallo attivando il movimento spirituale della comunione “tutto si fonde in un’unica essenza”. La gioia permette di vivere pienamente la vita e il proprio dharma in comunione con gli altri esseri umani.
    1. Questionario sull’emozione di gioia

      1. come si manifesta in te la gioia?
      2. che tipo di sensazione provi nel corpo?
      3. in che percentuale la contieni?
      4. quale e la strategia che usi per scacciarla e non viverla?
      5. in che modo si manifesta nella tua famiglia, madre, padre, fratelli e sorelle?
      6. da bambino/a come la esprimevi, la manifestavi o la soffocavi?
      7. a chi somigli quando manifesti la gioia?
      8. quale e il pensiero piu negativo che hai sulla gioia?
      9. perché non dovresti vivere la gioia?
      10. se ti lasciassi andare alla gioia cosa potrebbe accaderti?
    1. la vergogna: è il potere dell’umiltà, è la centratura sul proprio Sé. Il pensiero della mente che ostacola la sperimentazione di questa emozione è “io sono sbagliato”. Da un punto di vista dinamico e legata al movimento terra che contiene tutto ed e il nostro centro di riferimento e di stabilita. Il movimento spirituale attivato e l’integrazione, che non permette la separazione tra l’Ego ed il Sé. La forza della vergogna e il potere dell’introspezione.
    1. Questionario sull’emozione di vergogna:

      1. come si manifesta in te la vergogna?
      2. che tipo di sensazione provi nel corpo?
      3. in che percentuale la contieni?
      4. quale e la strategia che usi per scacciarla e non viverla?
      5. in che modo si manifesta nella tua famiglia, madre, padre, fratelli e sorelle?
      6. da bambino/a come la esprimevi, la manifestavi o la soffocavi?
      7. a chi somigli quando manifesti la vergogna?
      8. quale e il pensiero piu negativo che hai sulla vergogna?
      9. perché non dovresti vivere la vergogna?
      10. se ti lasciassi andare alla vergogna cosa potrebbe accaderti?
    1. la tristezza: è il potere dell’accettazione, del contatto e dello scambio. Il pensiero della mente è questo è un peccato, e da un punto di vista dinamico è legato al movimento metallo che può trasformarsi nell’elemento liquido. Il movimento spirituale attivato è la trasformazione. La tristezza dà la forza dell’accettazione e del lasciare andare.
    1. Questionario sull’emozione di tristezza:

      1. come si manifesta in te la tristezza?
      2. che tipo di sensazione provi nel corpo?
      3. in che percentuale la contieni?
      4. quale e la strategia che usi per scacciarla e non viverla?
      5. in che modo si manifesta nella tua famiglia, madre, padre, fratelli e sorelle?
      6. da bambino/a come la esprimevi, la manifestavi o la soffocavi?
      7. a chi somigli quando manifesti la vergogna?
      8. quale e il pensiero piu negativo che hai sulla tristezza?
      9. perché non dovresti vivere la tristezza?
      10. se ti lasciassi andare alla tristezza cosa potrebbe accaderti?
    1. la paura: e la forza del cambiamento, della morte/rinascita, della creatività. La mente blocca questa emozione con la forma di pensiero “questo e terribile”. Da un punto di vista dinamico e legata al flusso dell’acqua, al movimento scorrevole dei liquidi che alimentano la crescita degli alberi e della vita. Il movimento spirituale attivato e la stabilità.
    1. Questionario sull’emozione di paura

      1. come si manifesta in te la paura?
      2. che tipo di sensazione provi nel corpo?
      3. in che percentuale la contieni?
      4. quale e la strategia che usi per scacciarla e non viverla?
      5. in che modo si manifesta nella tua famiglia, madre, padre, fratelli e sorelle?
      6. da bambino/a come la esprimevi, la manifestavi o la soffocavi?
      7. a chi somigli quando manifesti la paura?
      8. quale e il pensiero piu negativo che hai sulla paura?
      9. perché non dovresti vivere la paura?
      10. se ti lasciassi andare alla paura cosa potrebbe accaderti?

Le cinque emozioni fondamentali sono come vedremo in movimento, ed ogni loro blocco produce patologia. Questi movimenti dinamici sono regolati da una antica legge fisiologica cinese chiamata legge dei cinque movimenti.

Qui emerge la differenza culturale tra il pensiero greco che era fondato sui quattro elementi macrocosmici (acqua, aria, fuoco e terra) dalla cui commistura nascevano i quattro umori fondamentali del microcosmo (sangue, flemma, bile ed atrabile) e i cinesi che descrivono cinque “movimenti” (acqua, legno, fuoco, terra e metallo) che fanno parte, per la legge interno-esterno, sia del macrocosmo che dei microcosmi viventi.

La legge dei cinque movimenti permette, con i suoi meccanismi di “feedback”, di mantenere in perfetta armonia la fisiologia energetica e biochimica dell’uomo e di tutti gli esseri viventi. Ad ogni movimento e legata una funzione organica e tutta una serie di altre fini regolazioni che vanno sotto il termine di “orbis” Partiamo dai movimenti cinesi, essi sono legati da una legge di generazione per cui il padre genera il figlio: il legno per combustione genera il fuoco, questi genera la terra di cui e anche l’essenza, a sua volta dalla terra si origina il metallo che ha la possibilità di fondersi in liquido che alimentera il legno inteso come alberi e vegetazione. Nello stesso tempo e attiva una legge di dominazione per cui il nonno tiene a bada il nipote, per cui il fuoco nonno del metallo e in grado di fonderlo, il metallo nonno del legno e in grado di dominare quest’ultimo, cosi l’acqua nonno del fuoco e in grado di tenerlo a bada e cosi via.

Tutto questo diviene ancora piu suggestivo, quando notiamo accoppiati agli elementi anche gli organi, i fenomeni atmosferici, gli organi di senso e anche le emozioni. Tutto cio che appartiene a un determinato settore del macrocosmo e in correlazione con molte altre strutture sia di quest’ultimo che del microcosmo umano. (Fig. 7). Queste correlazioni analogiche a settori vengono chiamate orbis, per cui, come e visibile nella tabella, possiamo parlare di orbis del movimento legno a cui si lega la coppia di organi fegato/vescica biliare, i muscoli, la vista, e l’emozione della rabbia. Non a caso gli ippocratici parlavano di temperamento bilioso. Al movimento fuoco e connesso il cuore, l’apparato cardio-cicolatorio, il cervello razionale e l’intestino tenue, nonché la parola e l’emozione di gioia.
Al movimento terra e riferita la milza-pancreas e lo stomaco, e la vergogna. Non a caso questa emozione e la piu centrale nell’uomo cosi come lo e la terra come elemento di riferimento del macrocosmo.

Al metallo sono legati i polmoni, la cute e il grosso intestino e l’emozione di tristezza. Infine all’acqua e riferito il complesso rene-surrene e la vescica urinaria con l’udito e l’emozione della paura. Tralasciamo in questa sede le strette connessione neurofisiologiche che esistono tra elementi della stessa orbis, di cui abbiamo parlato in altri testi e focalizziamo la nostra attenzione sul discorso delle emozioni e di come queste possano somatizzarsi sulla rispettiva orbis organica. Ma quando ciò può accadere?

Quando un’emozione e più volte bloccata e cristallizzata nel corpo, quando cioè da energia sottile si e trasformata in energia densa. Dal concepimento fino ai 18 anni, il nostro sistema e come una spugna, assorbe dei modelli comportamentali conseguenza di emozioni che non siamo stati capaci di sperimentare e di vivere e abbiamo trasformato in complessi, per cui ogni volta che ci avviciniamo ad una esperienza simile, la blocchiamo accrescendo il complesso fino a farlo diventare un mostro.

Il risultato e che non siamo più in grado di vivere in maniera sana le emozioni come fossimo dei bambini handicappati. La mente torna continuamente indietro all’esperienza infantile negativa. E evidente che buona parte di questi comportamenti sono condizionati dall’educazione e dai nostri genitori che ci trasmettono i loro stessi problemi che a loro volta erano anche dei loro genitori in una interminabile catena. Il risultato e sempre un blocco delle emozioni, perché si ha paura del sentire; si delimitano cosi i poteri, quello della paura che porta a frustrazione e lotta o quello dell’amore che porta felicita attraverso il perdono, il lasciare andare e l’accettazione. La mente vuole solo certezze e non e disposta a sperimentare ciò che non conosce; il risultato e che siamo emozionalmente bambini in un corpo adulto. La donna adulta blocca il sentire emozionale con il dramma o la rabbia, l’uomo il più delle volte con la mente. Le emozioni sono in definitiva la nostra bussola che ci da la direzione dal malessere al benessere.
Si può reagire alle emozioni con due meccanismi diversi la difesa o la negazione:

  • la difesa dalle emozioni: e un meccanismo normale di protezione dall’intensità di un dolore emotivo. La difesa si attua soprattutto nei confronti di emozioni forti e protratte nel tempo come tristezza, impotenza, vergogna ecc., interpretate dal soggetto come negative. A lungo andare la difesa puo trasformarsi in una struttura relazionale di personalita che influisce nel modo di affrontare la vita. L’estrema conseguenza sarà l’incapacità di vivere. La difesa si traduce in una incapacità di sentire i contenuti dell’emozione e può manifestarsi in vario modo. Cinque sono le modalita principali: la censura, la distorsione, la proiezione, la conversione, la formazione reattiva. Ci si priva cosi della consapevolezza dei contenuti di emozioni e sentimenti che vengono mascherati e/o rifiutati. Con la censura si evita che si possa parlarne, per evitare la sofferenza. Con la distorsione si oggettiva il problema, cioe si trasporta cio che e realta interiore soggettiva in una situazione reale esterna, come ad esempio l’organizzazione famigliare, le istituzioni sociali, ecc.. Con la conversione la direzione dell’emozione si sposta verso il proprio nucleo interno. Con la formazione reattiva si trasforma un’emozione nel suo contrario. Con la proiezione ci si libera dell’emozione ostile attribuendola ad altri (non sono io che sono cattivo, sono gli altri che mi attaccano).
  • la negazione della facoltà emotiva: mentre i meccanismi di difesa fin qui visti mantengono inalterata la carica emotiva-energetica, ce ne sono altri che negano il contenuto dell’emozione e quindi controllano, staccano e congelano la carica emotiva. La negazione bocca il sentire, non ci si rende affatto conto dell’emozione e del suo contenuto energetico. Questo tipo di distacco anestetizza l’emotivita, cioè la capacita stessa di provare emozioni e sentimenti. Questa operazione di di-staccamento, porta alla trasformazione delle emozioni in sintomi e/o corazze caratteriali.
    Una emozione repressa, bloccata, cristallizzata produce squilibrio sul corpo fisico e successivamente malattia.

La malattia e quindi solo l’ultimo evento di una lunga catena di squilibri che le stanno a monte, e come la spia di una macchina che si accende per segnalarci un guasto. Non ci sogneremo mai di pensare che il guasto sia nella lampadina! Altrettanto demenziale sarebbe immaginarci che la causa della malattia sia in quell’organo ammalato. E compito del terapeuta aiutare il paziente nella comprensione della simbolica della sua malattia.
Una volta integrata l’informazione, il paziente può già considerarsi sulla via della guarigione, perché sta riconquistando l’informazione Dharmica da cui era stato deviato. E la mente razionale e polare che ci allontana continuamente da questa informazione e ci lega alla ruota delle apparenze, agli stati d’animo disarmonici e alle sofferenze. Soffriamo quando non ubbidiamo alle leggi dell’universo, e ci leghiamo alla razionalità ed al nostro Ego: siamo comandati dalla mente.
E questa la fenomenologia del piano emozionale.

Questo livello corrisponde secondo molti autori all’anima o corpo astrale, un piano intermedio tra il cielo e la terra in grado di tentare la riunione degli opposti in una sintesi superiore. E a questo livello che avviene l’incontro con l’ombra ovvero con quelle emozioni ed atteggiamenti che non riconosciamo e si muovono in direzione opposta alle nostre intenzioni consce. Per Jung l’unione degli opposti si realizza attraverso un processo di individuazione nel quale l’animo umano e in grado di mettere in armonia i suoi vari aspetti: riconoscimento del polo opposto, recupero ed integrazione dell’Io conscio.

L’impegno che ognuno di noi dovrebbe prendere e di accrescimento del proprio essere, in maniera che gli altri possano nutrirsi da noi. Dobbiamo “entrare nella casa del nostro essere”, e per far ciò abbiamo bisogno di energia. L’energia ci e fornita soprattutto dal respiro, circolare e consapevole. Il lavaggio emozionale REM® e un mezzo per entrare nella nostra casa interiore ed esplorare la biblioteca in essa contenuta.

Per essere nella casa del nostro essere dobbiamo comportarci da semplici catalizzatori del programma Dharmico contenuto nell’intelligenza innata di ovulo e spermatozoo in cui vi e la matrice biodinamica e spirituale del nostro divenire. Il mentale ostacola questo programma. La ghianda, trasportata a centinaia di chilometri dall’albero che l’ha generata, sa come diventare una quercia perfetta. Se osserviamo il seme nella terra notiamo che la terra e completamente indifferente alle caratteristiche del seme, essa e un semplice catalizzatore.


Il catalizzatore deve essere distaccato e pertanto deve mettere da parte il mentale.

Come si effettua il distacco?
Osservando tre regole fondamentali:

  1. Notare i fatti;
  2. Riconoscere la loro presenza;
  3. Lasciare che siano, cioe viverli.

Le forze che noi potremmo impiegare per intervenire sul fatto non sono forze di crescita, ma rientrano quasi sempre in meccanismi di lotta per far prevalere le ragioni della mente. Abbiamo quindi visto a proposito delle emozioni che oltre alla somatizzazione esiste un altro processo fisiologico che, anche se più raro, può manifestarsi in alcuni soggetti, cioè la “psichizzazione o proiezione”, cioè l’eventualità che una emozione repressa si ripercuota sul piano psichico invece che su quello somatico.

Per comprendere più profondamente questo meccanismo dobbiamo ricordare la polarità presente in ogni manifestazione. Essendo anche l’uomo polare, avrà al suo interno due figure antitetiche e conflittuali: la sua personalità esteriore, in luce, e la sua personalità inconscia, nascosta, in ombra. Ogni conflitto o stress emozionale ha alla sua radice questo scontro tra ciò che siamo e ciò che e nel nostro profondo. L’equilibrio e nel tendere all’integrazione armonica di queste polarità.
Nel conflitto tra noi e la nostra ombra interiore sono possibili due meccanismi di difesa inconsci; il primo, e piu frequente, e quello della repressione e della negazione che porta alla somatizzazione; il secondo, più raro, attua lo spostamento ovvero la psichizzazione. Il soggetto ha una tale paura della sua ombra interiore che la rifiuta, la considera estranea al suo corpo e alla sua coesione complessiva per cui la vive come un’ombra persecutoria, come una psicosi.